METS @LJUBLJANA: FESTIVAL “IS IT WORKING?”, 24-28 agosto 2020

Dopo la cancellazione del Festival Mùsica Viva di Lisbona a causa della  pandemia di COVID-19, sono finalmente ripresi gli impegni internazionali di METS-Conservatorio di Cuneo con la partecipazione al Festival A Dela? Is it working? di Lubiana, organizzato da Ljudmila Art and Science Laboratory , partner insieme a METS del network europeo EASTN-DC per la creatività digitale.

Dal 24 al 28 agosto 2020 due studenti del nostro biennio di Composizione e Sound Design, Cristina Mercuri e Simone Giordano, insieme al chitarrista Angelo Martino e al percussionista Michele Cera (studenti anch’essi del bienni specialistici del Ghedini), hanno calcato il palcoscenico del Festival della capitale slovena con due performance dal vivo e contribuito con altri artisti e ricercatori europei al confronto sui diversi percorsi della creatività digitale d’oggi.

Il team METS protagonista in Slovenia

Le due performance di METS a Lubiana sono state riunite sotto il titolo QNeo-EP/SMAC, dove EP sta per “elettronica portativa” e SMAC è l’acronimo dei nomi di battesimo dei quattro musicisti METS protagonisti in Slovenia.

il concetto di elettronica portativa è stato sviluppato negli anni dal compositore e Docente METS Giuseppe Gavazza, ed è attualmente uno dei filoni di ricerca e sperimentazione artistica di METS nell’ambito del progetto europeo EASTN-DC. Spiega Gavazza:

“ho sempre invidiato i miei amici musicisti che, arrivando al concerto, aperta la custodia, accordano il loro strumento e iniziano a suonare: non così per l’elettronica”. 

I lunghi e complessi setup, il dispiego tecnologico ingente, la necessità di amplificare gli strumenti acustici per livellarli all’intensità sonora di un grande impianto audio, e non ultima la difficile se non impossibile “portabilità” di attrezzature ingombranti o progettate per uno spazio specifico sono alcuni dei punti che il concetto di elettronica portativa vuole tentare di superare, portando l’elettronica al livello dinamico dello strumento acustico unplugged raggiungendone anche, per quanto possibile, la portabilità e la prontezza di utilizzo. 

Angelo Martino avvia la sua performance (Katja Goljat ph)

Nella prima performance slovena il chitarrista Angelo Martino ha declinato al meglio questo concetto, suonando una chitarra classica “estesa”, dotata di un altoparlante montato nella cassa dello strumento, e diffondendo l’elettronica sia da tale altoparlante interno alla chitarra che da un impianto audio portatile compatto. 

Martino con l’elettronica portativa (Katja Goljat ph)

Martino ha offerto al pubblico in sala un programma formato da sei brani, ripartiti in tre piccoli gruppi, il primo dei quali costituito integralmente dalla composizione della studentessa Cristina Mercuri. Un secondo ideale insieme era costituito dai lavori dei Docenti METS Gianluca Verlingieri, Giorgio Zucco e Davide Ficco, estrapolati da un imponente progetto discografico (due CD e un DVD) di prossima pubblicazione per l’etichetta giapponese Da Vinci Classics, sviluppato da METS e dallo stesso Ficco e comprendente le opere per chitarra ed elettronica di 18 compositori italiani. La terza mini-tranche di pezzi comprendeva altri due brani dallo stesso progetto discografico, realizzati però da due “outsider” rispetto a METS: Mirko Andreoli e Stefano Giorgi

La performance di Simone Giordano e Michele Cera (Katja Goljat ph)

Oggetto della seconda performance METS è… un pezzo di tronco d’albero, da cui il nome del brano, Toc~, per percussioni e live-electronics, composto da Simone Giordano ed eseguito dal percussionista Michele Cera e dallo stesso Giordano al live-electronics. Si tratta dell’evoluzione di un progetto compositivo e performativo legato alle opere dello scultore di fama mondiale Giuseppe Penone, realizzato da METS tra 2019 e 2020 in occasione di una grande personale dell’artista, noto per la centralità del rapporto uomo-natura nella sua poetica. Microfoni piezoelettrici auscultano il tronco reso vivo cuore pulsante dalle ritmiche sollecitazioni del percussionista, mentre Giordano controlla gli algoritmi che immagazzinano e rielaborano in tempo reale la “voce” dell’albero. 

Sound walk in cuffia intorno alla stazione ferroviaria (foto: Matjaž Rušt)

Nel prosieguo del festival i nostri ragazzi hanno preso parte ai diversi workshop e seminari così come alle talk e alle sound walk; hanno fruito delle installazioni e assistito agli altri concerti facenti parte del ricco programma allestito dagli organizzatori sloveni. 

Una delle installazioni del Festival (foto: Katja Goljat)

La trasferta slovena di METS è parte delle attività organizzate dal Conservatorio di Cuneo nell’ambito del progetto europeo EASTN-DC, European Art Science Technology Network for Digital Creativity (www.eastn.eu e www.eastndc.eu) di cui è partner, insieme a Ljudmila Art and Science Laboratory, che ha organizzato il Festival “A Dela?” 2020.

 

 

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